Identità, territorio ed appartenenza in difesa della nuova Daunia
Cuore&Mente, ,la rubrica di Giuseppe Mammana
di Redazione
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'Uno scippo dopo l´altro' recita il volantino che convoca il corteo popolare del 19 novembre in difesa dell´Aeroporto Gino Lisa.
Il volantino cita gli scippi subiti in un ventennio in un elenco impressionante che chiarisce chi ha pagato e continuerà a pagare il prezzo della ' Grande Bari', un progetto megalomane ed egoista mai scritto, ma ugualmente realizzato. Qualcuno ha scritto che le sorti della nostra città e provincia sono in mano a personaggi politici e partiti che nulla hanno portato a questa terra, ma anzi hanno espropriato, chiuso, venduto, e distrutto quel poco di buono che era stato costruito in passato con sforzi e sacrifici da parte di tutta la comunità della Capitanata.
Forse questa é solo una parte della verità perchè é difficile credere ad un popolo buono ed operoso ed alla concomitante malvagità dei suoi rappresentanti politici. Certo questi ultimi non hanno brillato e non brillano, ma il costume del 'non mi tocca' e del 'non posso far niente' é stato vestito da moltissimi. Ora peró la misura é colma e solo gli incoscienti possono restare fermi. La Daunia, terra ricca ed operosa é un territorio senza futuro per noi e per i nostri figli se non costruisce finalmente identità, senso di appartenenza e lotta per le giuste rivendicazioni. Ma un esito positivo per le nostre battaglie é tutt´altro che scontato.
Gli ordini del giorno istituzionali, le gite 'fuori porta' davanti al Parlamento o alla Regione Puglia non bastano da sole se manca il cuore della rivendicazione,l´autonomia. Il legame perverso con Bari a partire dalle circoscrizioni elettorali é quello che strutturalmente ci affossa. Un patto regionale scellerato divide la Puglia in due aree d´influenza tra Bari e Lecce, con Lecce che sa coinvolgere nelle sue scelte l´intero Salento senza monopolizzare. Bari ci occupa invece dovunque. Ed i nostri veri e soffocati interessi sono altrove ,a nord verso l´Abruzzo ed il Molise , ad Ovest verso Napoli,a sud ovest verso la Lucania. I nostri politici, se hanno capito di che si tratta, debbono aprire vere e proprie trattative col neo eletto governatore del Molise e con i politici di quella regione per definire realmente e concretamente una nostra nuova e piú vantaggiosa appartenenza in buona continuità con la nostra storia. Ma anche il dialogo con Benevento, Avellino e Potenza, che avvió anni fa il Presidente Pellegrino sono questioni ormai da riprendere in vista di una nuova definizione territoriale dei nostri interessi. Utopia?
Tutt´altro. Solo una classe politica miope , negligente ed affarista (e qui non conta l´età) puó credere ad una soluzione dei nostri problemi nel legame forzato con Bari e con la Puglia. L´intera Europa si é ridisegnata negli ultimi venti anni contro i legami ideologici che aveva imposto il totalitarismo comunista. Nel nostro piccolo ridiscutere in modo aperto, determinato, contrattuale e, con obiettivi concreti l´ identità, il territorio e l´ appartenenza potrebbe darci una nuova prospettiva regionale col Molise o consentirci il restare in Puglia come un polo autonomo e terzo in tutto e per tutto.
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