Quanti consiglieri spettano a Vendola? Allo sportello/ In autunno risposte certe La legge sulle elezioni regionali: due parti in contraddizione
(di Lucia Murgolo) Il Tribunale amministrativo regionale di Bari ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione della congruità della legge regionale n. 2 del 2005, in materia di elezioni regionali in Puglia.
Molti avevano avuto il sentore che la legge varata dall'allora governatore Fitto fosse alquanto pasticciata e incongrua. E Vendola ha il demerito di non aver approfittato dei cinque anni di governo regionale, per correggerla.
Da un lato, la normativa prevede che 56 consiglieri siano assegnati con il metodo proporzionale e 13 con il maggioritario, dall'altro stabilisce che la coalizione uscita vittoriosa dalle elezioni regionali governi con una maggioranza del 60 per cento in consiglio regionale. Le due parti della legge si contraddicono, o - a voler essere benevoli - stanno insieme a fatica.
La cosa strana é che ampi settori del centro-destra, che a suo tempo votarono quel testo pasticciato, hanno gridato allo scandalo, quando si é prefigurata - all'indomani delle elezioni svoltesi nel marzo scorso - la possibilità di eleggere 78 consiglieri regionali, anzichè i settanta previsti dallo Statuto regionale.
In pochi, tuttavia, hanno compreso che la soluzione giuridica c'é ed é quella di ridurre di tre il numero dei consiglieri di minoranza, per aumentare di altrettanti seggi la quota spettante alla maggioranza.
Paradossalmente, il giudice amministrativo avrebbe potuto affermare tale principio in via d'interpretazione, ma non ha avuto animo di farlo. La Corte Costituzionale, quindi, puó pronunciarsi - e lo farà, ritengo, nel prossimo autunno - con una sentenza interpretativa di rigetto.
In altre parole, la Corte puó dire che la legge non é incostituzionale, ma le due parti di essa sono compatibili tra loro, a condizione che s'interpretino in un certo modo. Cioé, 28 consiglieri alla minoranza e 42 alla maggioranza: in tutto settanta. La soluzione avrà un riverbero inevitabile sull'analoga situazione del Lazio.
Se cosí sarà, la nostra provincia potrebbe perdere un consigliere di destra e acquistarne uno di centro-sinistra. A riprova che i cambiamenti, in politica, sono sempre a somma zero.
* avvocato amministrativista
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