Un viaggio alla scoperta di Carapelle Recensione La visione romantica del professore Alfonso Palomba. Un messaggio rivolto alle nuove generazioni, un modo per far conoscere il passato a chi non lo ha vissuto
(di Redazione ) di Francesco Gitto
Sin dalle prime pagine di quest´ultima opera di Alfonso Maria Palomba 'Dalla ripresa della vita democratica ai nostri giorni' edito da Claudio Grenzi, si entra in un viaggio che ci porterà a scoprire un paese immerso nella Capitanata.
L´autore scrive e racconta della città di Carapelle. La dedizione assoluta nei confronti della sua terra, consente all´autore di realizzare un unicum e lo fa con il suo stile, sobrio ma ricercato, poichè, come dice il Professor Raffaele Colucci autore della prefazione del libro in questione, Alfonso Palomba (in foto in piedi), il Professore, il Dirigente Scolastico, lo scrittore, é un maestro della parola, sia di quella scritta che di quella non scritta, e chi lo conosce questo lo sa bene. In questo 'Quaderno' l´autore non ha nè la pretesa, nè l´ardire, di diventare il patrocinatore della memoria di Carapelle. No! L´autore riesce a raccontarci, a farci innamorare di questo piccolo paese immerso nel Tavoliere delle Puglie grazie alla sua visione romantica ed alla sua abilità di narratore, con la quale riesce a farci apprezzare il contenuto storico che caratterizza il testo.
Palomba non scrive questo libro per caso, certamente già era nella sua mente, ed ha solo atteso il momento giusto per darlo alla luce. Un lavoro lungo, certosino, non facile, quello compiuto dall´autore appassionato del settore, uno studioso che ama narrare la storia del nostro territorio.
Lo scrittore parla di uomini, di eventi, cambiamenti di vita, di storia. Uomini di Carapelle scomparsi, che hanno dato la vita per la Patria, ma mai dimenticati. Uomini politici che hanno destinato anima e corpo per realizzare un sogno. Uomini che facevano parte di Carapelle ed hanno fatto la storia di Carapelle, uomini di grande umanità e di grande amore per la propria terra, come Salvatore Gallo, Geremia Biagio Del Grosso agricoltore ma dal cervello fine e leader socialista, Bios De Maio, l´On. Gustavo De Meo.
Tutte personalità che hanno contribuito alla nascita della Città di Carapelle. L´autore racconta in modo comprensibile, come se ci parlasse con voce calma, forse con un nodo alla gola, ci guida portandoci nella memoria di Carapelle, facendo proprie vecchie immagine ingiallite e documenti dall´altissimo valore emotivo ed a volte rievocativo.
Naturalmente la fredda catalogazione dei documenti va al di là della narrazione a cui nulla vien tolto, mentre la raccolta di aneddoti, di particolari, sono la cornice del libro. Ed é propria questa la bravura dell´autore, si nutre della passione per la propria terra, che si estrinseca nella minuziosa ricerca di documenti, di fotografie, per sensibilizzare i lettori alla storia di un popolo ed al suo cammino. Sono certo, consentitemelo dire, che il narratore avrebbe preferito essere attore delle tante storie che hanno fatto la Storia di Carapelle, ma a modo suo lo diventa attraverso questo 'Quaderno' che dopo aver letto, vi assicuro, sembrerà anche a voi di esserne parte.
Il Professor Palomba ripercorre i momenti storico-politici piú importanti della storia di Carapelle partendo dal Fascismo, passando per la ripresa democratica, sino alla nascita del Comune di Carapelle nel 1957, che fino ad allora era solo una borgata di Ortanova, e la sua crescita fino ai giorni nostri. Il lavoro compiuto dallo scrittore é spinto dall´amore che nutre per la sua terra, dal desiderio di far conoscere la nascita di una comunità con una propria identità, politica ma anche umana.
Il libro, o il 'Quaderno' é un messaggio che Palomba vuole donare a tutti i Carapellesi, é un messaggio di tenacia, di caparbietà, di lotta, di amore per una terra non considerata nelle sue reali potenzialità, spesso svilita.
È un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, un modo per far conoscere il passato a chi non lo ha vissuto, conoscenza necessaria per costruire un futuro migliore, acquisendo i valori nobili che gli avi, anche, con il loro sangue hanno insegnato.
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