Ode a Enrico Ciccarelli Dopo l´incontro/2. Di Carlo De Bei
(di Redazione ) Enrico,
sincero amico paroliere
intriso di immacolato gusto
per il suono,
ancora del tuo eloquio sopraffino
entusiasmato sono
Eppur mi chiedo, Ciccarelli,
com´é che mamma tua
non t´ha chiamato Gioachino,
che di tutta Foggia sei il piú 'Belli' ?
di Carlo De Bei
(9)
26/06/2010 22.32.22 Gentile direttore, ovviamente, Lei ha la responsabilità delle scelte giornalistiche di F&F. Resta, comunque, il dato che, a mio parere, l´immagine di De Bei risulta notevolmente deteriorata, perchè basata solo sullo 'scherzetto da dozzina' pubblicato. Se io fossi il poeta, pretenderei da Lei la pubblicazione di altri testi piú impegnativi per la configurazione di un quadro piú veritiero o, almeno, piú articolato dell´attività poetica, ma se il poeta é contento cosí, buon pro gli faccia; a me e credo ai lettori resterà un´idea non proprio positiva della sua poesia. scritto da: abita
26/06/2010 14.03.48 Per Vigilante: anche considerando la disistima e l´inimicizia, non credo di poter essere sospettato di prendere sul serio questa sedicente ode, tantomeno di gloriarmene. Ma capisco che di questi tempi si possa essere indotti ad eccessi di precauzione. Cara Abita, intanto le posto il link all´articolo che racconta la serata di presentazione del libro http://www.foggiaefoggia.com/news/dettaglio.asp?id=14855&idnum=255 Ci sono molte ragioni per le quali pubblichiamo molto raramente poesie su 'Foggia&Foggia', e non certo per disprezzo verso questo genere letterario. Prendo il suo invito come un suggerimento, ma non so se saremo in condizione di accoglierlo. Si vedrà. Non credo, sinceramente, che De Bei abbia bisogno di essere 'riabilitato'. Nella versione online i pezzi vengono letti fuori dal loro contesto, e questo favorisce talora una loro percezione errata. scritto da: direttore
26/06/2010 12.53.28 Gentile direttore, ammiro la sua abilità giornalistica nel suscitare curiosità e aspettative nei lettori. Lei ha pubblicato quello che io continuo a credere un banale 'scherzetto da dozzina' e poi rivela che il sign. Carlo De Bei ha ricevuto l´apprezzamento di Zanzotto ('che valgano qualcosa lo dice Andrea Zanzotto, scusi se è poco'). Se il piú grande poeta italiano vivente, quasi novantenne, abbastanza 'acciaccato' e afflitto da 'nonvolenza' ha trovato il tempo e la forza di leggere e di elogiare le poesie di De Bei, ció significa che ci troviamo di fronte ad un poeta autentico o, comunque, di notevole interesse. Credo che sia giusto pubblicare qualcuna (anche un paio) delle poesie 'serie' (quelle lette da Zanzotto) di De Bei, anche per riabilitarlo di fronte ai lettori e per far gustare alla comunità foggiana qualche esempio di autentica poesia che, come ben sa Antonio Vigilante, é una espressione rara, un tesoro di cui Lei, signor direttore, non puó evocare la presenza senza mostrarlo ai lettori del suo giornale, e non mi dica, per favore, che il poeta non vuole, se ha lasciato che si pubblicasse l´Ode: sarebbe un´enorme contraddizione.
scritto da: abita
25/06/2010 10.53.21 Come sfottó va benissimo, mi sembra. E´ che questi sono tempi tristi, Ciccarelli: e diventa un dovere civico soffocare il mostro in culla. scritto da: antoniovigilante
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