Un rischio per la città: diventare pattumiera Intervento. Ciliberti lancia il 'pre-allarme'. Il piú grande termovalorizzatore del Sud sta per sorgere
(di Redazione ) di Orazio Ciliberti* La Fenice s.p.a., società del Gruppo Fiat realizzerà nella zona industriale di Foggia il piú grande termovalorizzatore del Sud Italia.
Un impianto di produzione di energia per oltre 50 Megawatt, con un presumibile costo di 500 milioni di euro, destinato a bruciare rifiuti industriali (ma anche rifiuti urbani) provenienti da ogni zona in cui sono presenti stabilimenti Fiat. Ció é quanto si scopre leggendo una determinazione del dirigente il Servizio Ecologia della Regione Puglia. La determina - datata 14 aprile 2010, n. 126 - autorizza la società Fenice s.p.a. (gruppo Iveco-Sofim) a realizzare un mega-impianto in zona A.S.I. e, leggendo con attenzione, si comprende che questa é la conclusione di un iter avviato nel 2006, svoltosi in alcune conferenze di servizio molto riservate e conclusosi con l'autorizzazione dell'impianto, senza che nè la gente foggiana, nè talune autorità locali abbiano saputo nulla.
Mi chiedo se lo stesso Governatore Nichi Vendola sia davvero informato del fatto che la Regione Puglia - da lui governata - abbia autorizzato la realizzazione di uno smisurato inceneritore, sul territorio di Foggia. La mancanza di un'informazione diffusa sul fatto, di per sè, costituisce un dato negativo, ma si potrebbe pensare che la scarsa trasparenza sia indice rivelatore di qualcosa di ancor piú preoccupante.
Non si sa nulla dei quantitativi dei rifiuti che dovranno essere trattati, del grado di tossicità di essi, non é ben chiaro quale impatto ambientale avranno le emissioni del ciclo di distruzione dei rifiuti e di trasformazione in energia. Ció é oltremodo importante, se si considera che l'impianto sorgerà a poche centinaia di metri dal fiume Cervaro, nelle vicinanze del perimetro del parco regionale 'Incoronata' e non lontano dall'abitato cittadino.
Ancor piú incerto é l'impatto economico e sociale dell'insediamento. Se - prendendosi a pretesto le innumerevoli emergenze della Campania, della Puglia e di altre Regioni - si dovesse decidere di utilizzare l'impianto per incenerire rifiuti urbani provenienti dalle Regioni nelle quali le discariche sono esaurite, Foggia diverrebbe la pattumiera del Sud.
Non é questo il futuro della città, non é il progetto al quale si é lavorato negli ultimi sei anni, non é ció che i nostri programmi descrissero nel 2004, nè quel che i redigendi programmi del sindaco Gianni Mongelli potrebbero mai prevedere oggi. Il nuovo casello autostradale in zona industriale non puó e non deve essere congestionato dal trasporto-rifiuti, l'area industriale foggiana - allo sviluppo della quale si sta lavorando da anni - non puó e non deve risentire dello snaturamento funzionale che un simile impianto inevitabilmente produce. Lo stabilimento Sofim non puó e non deve rischiare una riconversione dai motori alla trasformazione dei rifiuti in energia. Anche la riconversione della Sfir non puó e non deve essere funzionalizzata alla logistica dei rifiuti industriali. Non é questo il futuro di Foggia.
Il primo impegno della Regione verso la città é la chiarezza: Vendola incarichi qualcuno, perchè venga a spiegare alla città cosa é stato autorizzato nell'area della Sofim e lo faccia subito o, se ritiene, lo spieghi lui stesso a noi tutti, appena puó.
Questa non é solo una riflessione su ció che é avvenuto (molte altre cose potrebbero dirsi in proposito, ma di minor interesse), é piuttosto la dichiarazione di un pre-allarme cittadino.
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11/06/2010 18.19.03 beh, fa piacere vedere che l´ex sindaco Ciliberti abbia, col passar del tempo, trovato la sua giusta dimensione, quella di censore e critico. Cosí fra lui e l´ex onorevole Mongelli non ci mancano serafiche di 'serafini'. Chissà dove vogliono arrivare?! scritto da: dosenegal
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