Il 'pessimismo senza ragione´ Il commento/ In giro per forum e blog i detrattori dell´Authority sono molti di piú dei sostenitori. Le singolari reazioni dell´opinione pubblica
(di Enrico Ciccarelli) C´era una volta la formula gramsciana (ripresa anche da Bettino Craxi) che invitava a coniugare il pessimismo della ragione con l´ottimismo della volontà. Un invito a non trovare nelle difficoltà del presente un´occasione di abulia o di rassegnazione, ma al contrario farne un incentivo della passione, un carburante dell´impegno. Successivamente l´ottimismo é degradato a espediente da piazzisti, predisposizione al consumo, allegra incoscienza da cicale, e per converso le anime maggiormente critiche hanno adottato il pessimismo come plumbea cornice di serietà, rigore tristanzuolo e sostanzialmente nemico della gioia. I due atteggiamenti mentali hanno finito per assumere connotazioni politiche, al punto che da destra si sostiene che il male della criminalità organizzata non sta nella sua esistenza, ma nel fatto che qualcuno ne parli in coraggiosi libri di denuncia e che da sinistra si registra quasi con voluttà tutto ció che puó andare a detrimento del nostro Paese e del suo modo di vivere.
Venendo agli affari che piú da vicino ci riguardano, non sappiamo come i seguaci dei due diversi atteggiamenti rappresenterebbero quanto é avvenuto sul tema dell´Authority agroalimentare, soprattutto con riguardo alla recente manifestazione romana (la fotocronaca dell´avvenimento é alle pagine 10 e 11, ndr). Gli ottimisti per vocazione o per convenienza parlerebbero probabilmente di un trionfo, di una vittoriosa marcia sui sette colli delle quadrate legioni della Capitanata; i pessimisti abbonati di uno stanco rituale conclusosi con la scontata presa per i fondelli da parte del curiale Gianni Letta verso i poveri paesani questuanti (in foto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, on. Gianni Letta).
Dobbiamo dire che, pur senza questi eccessi, noi vediamo il bicchiere mezzo pieno: ove si consideri che erano in molti a temere che la delegazione foggiana non sarebbe stata neppure ricevuta, il fatto di aver potuto interloquire con un vero e proprio alter ego del premier puó essere considerato un successo, al pari della netta correzione che Letta ha operato rispetto alle posizioni del Sottosegretario Martini. Ma sarà il futuro a dirci se ci siamo illusi o se questo timido risveglio di speranza ha basi solide.
Quello che mi colpisce é l´aver colto fra i cittadini foggiani, quelli che si esprimono senza starci a pensar molto nei forum internettiani e nei blog, una sorta di pessimismo punitivo ed autoflagellante. Mi rendo conto che non é immediatamente comprensibile a tutti cosa sia e a cosa serva l´Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare; posso comprendere il discredito o addirittura il disprezzo che buona parte dell´opinione pubblica nutre per la classe dirigente ed in special modo per la politica; ma se una pattuglia di attivisti fanatici dell´ala piú estrema della Lega Nord avesse fatto un´incursione sui canali telematici delle nostre parti avrebbe propbabilmente concluso che la sua missione era superflua.
Dall´uno all´altro sito, dall´una all´altra pagina di facebook era un fiorire di sentenze senza appello, basate non sul timore che non ce la faremo ad ottenere l´Authority (remora del tutto comprensibile), ma sul fatto che fanno bene a non darcela: perchè siamo incapaci, perchè servirebbe alla clientela dei politici, perchè sarebbe 'uno spreco di danaro pubblico´, persino perchè, ha sostenuto un ingegno vivace, 'c´é già in Italia l´Agenzia europea´ (un po´ come se proponessimo di sciogliere il Parlamento belga perchè a Bruxelles c´é già quello dell´Unione).
Alcuni (pochi) di questi pareri negativi sono espressi da 'benaltristi´ (formula: sono ben altri i provvedimenti che servirebbero al territorio), ma ce ne sono altri, la maggioranza, che sono puramente e semplicemente demolitivi, che allignano in una sorta di ubiquo malanimo verso tutto ció che ci riguarda e riguarda la nostra convivenza. Spesso contro il buonsenso, a volte anche contro l´evidenza.
Dalle nostre parti abbiamo surclassato Gramsci: pratichiamo il pessimismo dell´irragionevolezza.
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21/06/2010 12.23.43 Certo. Gli uomini liberi sanno andare oltre. Osano. E´ bello forzare la mano, sapientemente, per esempio, a Shakespeare. Fargli dire ció che non ha detto. O che forse disse ma che fu cancellato dai 'tromboni' ottocenteschi (presenti anche nel Novecento, anche oggi, sempre). Forzare la mano. Anche perché, Vigilante, la verità é una puttana. Basta pagarla. E la paghi, devi pagarla, al di là del risultato e del livello della prestazione. Credo sia un po´ cosí.
'Frequentare la morte significa forse essere immortali?'.
scritto da: dobrazil
21/06/2010 7.05.51 Il silenzio é importante. Ma ancora piú importante é la verità. Ogni errore, ogni imprecisione che viene lasciata passare col silenzio é un passo ulteriore verso la barbarie. Lo é il Gramsci 'storico' non meno del 'Freud distrutto da Lacan' (il quale a dire il vero si distruggeva da solo). scritto da: antoniovigilante
20/06/2010 22.39.53 'Anche'. Perché la storica carcassa di Gramsci ha sussultato prima e, se si fa silenzio, si puó ancora udirla sussultare e mugugnare.
'Eppure io credo che se ci fosse un po´ piú di silenzio, se tutti facessimo un po´ di silenzio, forse qualcosa potremmo capire...'
(Federico Fellini, storico, da 'La voce della luna', 1990.) scritto da: dobrazil
20/06/2010 20.23.24 Be´, direi che anche la santissima carcassa di Freud ha avuto qualche sussulto in seguito a questa discussione, tra Pistone e dobrazil. scritto da: antoniovigilante
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