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Ordine pubblico e conti pubblici
Il commento/ L´allarme del Questore e quello di Dicesare. Il rischio della guerra tra poveri e quello della saldatura fra tutte le emergenze

(di Enrico Ciccarelli)
Bruno D´Agostino, apprezzato Questore di Foggia, non ha parlato in politichese: la situazione é molto seria, ha detto in occasione della recente Festa della Polizia, e se non si troverà un modo di far calare la tensione sociale, la difesa dell´ordine pubblico rischia di diventare problematica (in foto il Questore di Foggia Bruno D´Agostino). Finora la Polizia, con un´alternanza di bastone e carota, con interventi drastici (come l´arresto di quattro dipendenti della Cooperative Fiore resisi responsabili di azioni di protesta che sono andate oltre il consentito) ed altri piú soft (lo sgombero pacifico delle case della 'Gozzini´ di via Ilaria Alpi) é riuscita a contenere le agitazioni a livelli accettabili, ma per un uomo esperto come D´Agostino é meglio preoccuparsi finchè le cose vanno ancora relativamente bene. Il problema é che non é chiaro cosa si possa fare per lenire le sue preoccupazioni.

L´analisi del responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Foggia Carlo Dicesare é assolutamente impietosa: passivo a otto zeri (centinaia di milioni di euro), che ha superato l´ottanta per cento delle entrate; una situazione da tracollo, dalla quale si puó uscire solo se il Comune 'non comprerà piú neanche uno spillo´. Attenzione, si dice spilli, ma si legge persone e famiglie. Percettori di aiuti sul fitto, operai di cooperative, dipendenti di aziende fornitrici del Comune e piccoli imprendtori titolari delle stesse, genitori che vorrebbero mandare i bambini al nido e cosí via.

Il rapporto della Corte dei Conti individua cento milioni di euro di debiti fuori bilancio, accusa il Comune di sovrastimare le entrate per gli oneri di costruzione, di non incassare le multe, di avere trentacinue milioni di residui attivi non recuperabili (in soldoni, tasse e tariffe comunali che i contribuenti avrebbero dovuto versare e non versano).

In sostanza una Caporetto, che é forse troppo facile e riduttivo scaricare sulla responsabilità dei precedenti amministratori. Puó servire, e probabilmente servirà, l´appello lanciato da Salvatore Valerio ('Destra Razionale´) perchè sindaco, assessori e consiglieri comunali e circoscrizionali si abbattano del 50% lo stipendio, ma é difficile non convenire con l´ex-sindaco Orazio Ciliberti quando dice che le difficoltà del bilancio comunale sono il riflesso della sofferenza della città dalle mille emergenze. Questo non significa che non vadano accertate con il massimo rigore responsabilità colpose o dolose; ma tendiamo a ritenere, purtroppo, che il problema sia molto piú strutturale e profondo delle malefatte o delle incapacità di qualcuno.

Foggia ha bisogno di aiuto, ed é nel momento peggiore per chiederlo: da chi potrebbe venire il soccorso? Da una Regione che ha un miliardo di deficit sanitario? O dallo Stato centrale che si appresta a varare una manovra miliardaria per tener fede ai parametri di Maastricht? Certo, é sperabile che qualcosa si faccia (non guasterebbe ad esempio se Stato e Regione pagassero almeno in tempi certi le somme che il Comune é attualmente costretto ad anticipare loro, come ricorda ancora Ciliberti), ma il miglior aiuto ai Foggiani non puó che venire dai Foggiani stessi.

Iniziative come quella di 'un euro per Parco San Felice´, situazioni di rete in cui chi ha la fortuna di avere qualcosa in piú la usa per sostenere chi ha qualcosa in meno sembrano le uniche cose provviste di senso e logica. Solidarietà, in una parola, sperando che la bufera passi o almeno decresca di intensità. Diversamente assisteremo ad una guerra tra poveri, con i vigilantes contro gli operatori del verde, i parcheggiatori contro i dipendenti degli asili nido e via cosí, oppure ad una saldatura fra i diversi bisogni all´insegna della disperazione e dell´insensato ribellismo.

La stretta via che i poteri pubblici possono percorrere per evitare questi due disastri é relativamente semplice: basta furbi, basta svelti, basta prepotenti. Tolleranza zero contro arroganza e clientelismo, emarginazione di chiunque si senta 'piú uguale degli altri´.
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02/06/2010 17.57.30
L´intervento del direttore é bello e compatto come un cammeo, ma per conto mio prima di chiudere questa discussione occorrerebbe dare risposta ad un interrogativo. È il seguente: gli esponenti di maggior spicco della tecnostruttura posseggono oppure no lo status necessario per opporsi a procedimenti problematici sotto il profilo finanziario? Per dirla in altri termini, se é vero che il comune di Foggia affonda, certe responsabilità dei politici non dovrebbero essere ripartite con i dirigenti ed i funzionari che di quell´ente costituiscono la nervatura? Io credo di sí.
Il direttore si é appuntato sulla Federico II: d´accordo, quest´impresa non ha inciso negativamente sulle cifre di bilancio. Peró diciamola tutta: il comune di Foggia non é esattamente il bilancio del comune di Foggia. È piuttosto un sistema, un dispositivo complesso che risente dei vari cedimenti interni. Ed allora: tenuto conto che la Federico II va comunque interpretata come un pericoloso svarione, vi sono responsabilità attribuibili al capo della ragioneria operante in quegli anni? Non ho conoscenze specifiche in materia, ma torna difficile pensare a degli alti funzionari avulsi da certe prassi. Passando a riflettere su fenomeni piú recenti, occorrerebbe poi chiedersi chi ha innescato i procedimenti amministrativi che avrebbero condotto la nostra municipalità a stipulare un contratto di fitto della durata di dodici anni con la Satel. In gioco, occorre ricordarlo, c´erano 45 mini appartamenti cartonati messi in fila uno dietro l´altro all´interno di un capannone industriale. Una cosa assurda, considerato oltretutto che per ciascuna di quelle pseudo abitazioni il comune avrebbe dovuto pagare circa 650 euro al mese.
Si tratta di una faccenda risalente al 2006 passata al vaglio di un processo penale. Gli imputati, politici e dirigenti, alla fine del dibattimento sono stati tutti assolti. Ora io sono sinceramente contento che nessuno abbia avuto a soffrire, ma come si fa a capacitarsi che il comune di Foggia avrebbe dovuto pagare una marea di soldi per ognuna di quelle scatole grandi non piú di trentacinque metri quadri? È se non fosse intervenuta la procura della repubblica? Rinnovo la domanda: é giusto oppure no addebitare lacune o programmazioni invereconde solo ad esponenti del generone politico foggiano?

scritto da: Bento
28/05/2010 1.54.46

Non c´é bisogno di scusarsi, direttore, anzi, devo ringraziare questo intervento.
E confesso di seguire poco e male le vicende della politica locale. E non soltanto perché per buona parte dell´anno non sono in questa città. Sommando i mesi dell´anno nei quali non ci stai... e magari anche quando sei in questa città, ti scopri, grazie ad internet, ad approfondire notizie ed argomenti che riguardano Ferrara... non so. Sí, puó essere che mi sia perso qualche passaggio e puó anche essere che io abbia una posizione pregiudiziale. Che poi é vero. Io nutro pregiudizi verso certe realtà politiche.

Peró, direttore, se tra i creditori fregati dal crollo della 'Federico II' ci sono anche le ex municipalizzate, questo flop un qualche peso sul bilancio comunale l´avrà avuto? Parto per fare un ragionamento e dico le cose che mi sforzo di ricordare. Sono contento se qualcuno mi offre altri elementi, cosí insieme possiamo scrivere delle cose che magari contribuiscono ad una chiarezza... Per la verità mi pare anche di ricordare un manifesto pubblico (credo di Orazio Ciliberti, o della Margherita, o giú di lí) che ci metteva al corrente dei debiti fuori bilancio ereditati dalle giunte Agostinacchio. Forse l´immagine usata era un peso (quelli delle vecchie bilance) con la cifra del disavanzo (credo piú di 140 milioni di euro). Mi corregga, direttore, se mi sbaglio.

Alla fine, peró, confesso e sottolineo confesso che i conti non li ho mai capiti. E´ l´aria generale che non mi piace. Il dialogo impossibile, la sensazione che la parola non serva piú a niente. Il gesto negato é teatrale ma nella vita é un macello. La mancanza di rispetto, la mancanza di eleganza. Non é la mancanza, o il mancato, che mi disturbano, no é che non posso fare a meno di immaginare un bel contenuto in una bella forma.
Grazie, direttore.

scritto da: dobrazil
27/05/2010 22.50.24
Mi sembrava strano che non fosse stata chiamata in causa la 'Federico II'! Comunque a Dobrazil ha risposto in maniera esaustiva il Direttore. Grazie. Ha reso un grosso servigio al cittadino, a cui sfuggono certe cose.
scritto da: Salvo55
27/05/2010 21.21.26
Scusi, dobrazil, ma ci sono aspetti distinti: l´Amministrazione Agostinacchio puó essere criticata sotto molti aspetti (lei ne elenca diversi), ma non ha responsabilità nel tracollo finanziario del Comune. Non lo dico io e non lo dice Agostinacchio. Lo dice la Corte dei Conti e lo conferma l´ispettore ministeriale che ha preso in esame i bilanci 2000-2007 del Comune di Foggia. In quella relazione c´é scritto che sul piano tecnico-contabile abbiamo un bilancio sostanzialmente regolare fino al 2004; dopo di che, non si capisce piú niente. Contribuire a propagare leggende metropolitane, come quella dei debiti della 'Federico II' (che in realtà sono rimasti sul groppone ai creditori gabbati da fallimento) serve solo a prendere in giro se stessi e gli altri. La verità é che il Comune di Foggia é andato di male in peggio a causa della progressiva contrazione dei trasferimenti statali e del generale peggioramento delle condizioni economiche della città (di cui il Comune é sia vittima che artefice); dal 2004 é stato anche gestito in maniera pedestre sotto l´aspetto tecnico e irresponsabile sotto quello sostanziale. Questo, piaccia o no, Agostinacchio non lo ha fatto: e se il sindaco del risanamento (sempre meno visibile, sempre meno credibile) governa avendo ai vertici della tecnostruttura gli stessi tre dirigenti che aveva Agostinacchio (e che l´Amministrazione Ciliberti aveva in vario modo emarginato) qualche ragione ci sarà. Perdoni se sono intervenuto, ma le opinioni, tutte legittime, non possono tramutarsi in una riscrittura della storia.
scritto da: direttore
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