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Il legame tra donna e natura
L'ecofemminismo opposto all'androcentrismo. Al via la serie di incontri di studio organizzati dalla facoltà di Scienze della Formazione

(di Redazione )
L'ecofemminismo, un pensiero che nasce con l'intento di opporsi alla teoria dell'appropriazione di tipo maschilista e del culto dell'agricoltura e di quello della riproduzione; secondo il pensiero maschilista infatti, é il maschio colui che si occupa della fertilità e della fecondazione. Un modo di pensare di stampo patriarcale che ha comportato la mercificazione del ruolo della donna. Alla rivalutazione del ruolo della femmina, e in particolare alla sua connessione con l'ambiente punta il pensiero ecofemminista. Sulla conoscenza e diffusione del pensiero ecofemminista si basa il ciclo di seminari di studi dal titolo Ecofemminismo: un nuovo paradigma dell'ecologia promosso dalla facoltà di Scienze della Formazione di Foggia.

Mercoledí 5 maggio la sala Discum della facoltà ha ospitato il primo incontro che ha visto protagoniste la professoressa Graziana Brescia docente di Letteratura latina, Laura Marchetti docente di Didattica Generale e Antonella Cagnolati docente di Pedagogia Interculturale (in foto da sinistra Antonella Cagnolati, Laura Marchetti e Graziana Brescia nel corso del seminario svoltosi mercoledi 5 maggio).

La Brescia ha tenuto una relazione dal titolo L'Antro delle Ninfe in cui basandosi sui testi latini di due mostri sacri della Letteratura come Ovidio e Virgilio, ha messo in risalto l'enorme importanza della natura, e la sua stretta connessione con il genere femminile. A corroborare la sua tesi, il riferimento al mito di Erisittone presente nel libro VII delle Metamorfosi di Ovidio e prima ancora nell'Inno a Demetra di Callimaco, che ci racconta dell'atto di empietà che Erisittone, figlio di Triopa re di Tessaglia, compie ai danni di Demetra (Cerere nella cultura latina), la dea della Natura, abbattendo un bosco sacro con l'intento di costruirsi una sala da pranzo. Per questo atto di crudeltà Erisittone viene condannato alla fame perenne che lo porterà a cibarsi delle sue stesse membra (la cosiddetta autoantropofagia). Connesse alla vicenda di Erisittone le Amadriadi, ninfe abitatrici e custodi dei boschi che vivono all'interno degli alberi. Esse vivono e muoiono con gli alberi che le ospitano, e soffrono terribilmente nel momento in cui viene loro spezzato un ramo, dal quale poi fuoriesce del sangue. Un'immagine che si lega al mito delle fiabe dove manca la concezione di tipo antropocentrica e qualsiasi essere vivente presenta posside un'anima. Erisittone, il cui nome vuol dire ''colui che apre la terra'', é uno sceleratus, perchè perpetra una grave offesa nei confronti degli dei e degli uomini, una condotta basata sul nefas, sulla violazione dell'equilibrio della natura, simboleggiata da Demetra e dalle Amadriadi.

La Teogonia di Esiodo, e la nascita dell'Olimpo sono stati invece il punto di partenza dell'intervento di Laura Marchetti: in principio era il Caos, in lingua greca inteso al femminile, il disordine, che si organizza per evoluzione portando poi alla costituzione dell'Olimpo e dei suoi abitanti, gli dei, Uno delle prime divinità create é Gaia la progenitrice degli dei che eviró il marito Urano il cui membro reciso e gettato in mare fecondó le acque dalla cui spuma nacque Afrodite. E' Zeus a ricostituire l'ordine, al suo dominio partecipano anche le divinità femminili, Demetra, Artemide, Afrodite, dee antropomorfe non piú mostri come quelli che aveva generato Gaia dall'unione con il marito Urano. Ognuna delle succitate divinità possiede una caratteristica peculiare che le lega inscindibilmente alla natura. Demetra deriva direttamente da Gaia ma non ne possiede la analoga crudeltà. E' la dea dell'agricoltura e del matrimonio, entrambi legati al culto della fecondazione (della terra e della donna); Artemide si palesa agli uomini sempre in forma animale, rifiuta le leggi dell'agricoltura e del matrimonio é la natura che si ribella all'addomesticamento. Afrodite nasce dalla spuma del mare, é legata all'acqua simbolo della complessità della natura, dea dell'amore rappresentante dell'ambivalenza dell'erotismo, leggerezza simboleggiata dalla spuma ma anche sofferenza rappresentata dal sangue.

Piú tecnico invece l'intervento finale della professoressa Cagnolati che ha discusso una tesi dal titolo 'Donne, sciamane e scienziate'.

di Alessandro Tosques
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09/05/2010 19.10.46
Infatti, me lo chiedevo anch´io.
scritto da: dobrazil
09/05/2010 15.23.22
E le merlettaie non c´erano?
scritto da: antoniovigilante
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