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Fg&Fg n.393.Le Nove Muse Discuti L´eretico diventa icona: la diversità di Gramsci (8) Stampa L´eretico diventa icona: la diversità di Gramsci Invia L´eretico diventa icona: la diversità di Gramsci ad un amico

L´eretico diventa icona: la diversità di Gramsci
Togliatti non rinuncia ai suoi ideali. Presentato il libro Angelo Rossi alla Magna Capitana

(di Redazione )
di Valentina Caiazzo

A seguito di quella che era stata la grande guerra, la situazione in Italia e nel mondo era drammatica. Una grande ondata di crisi economica aveva invaso l´intero globo e passo dopo passo i grandi partiti conservatori e piú estremisti prendevano il sopravvento, inaugurando l´era dei totalitarismi. A rispondere ad una situazione che si stava avviando verso quella che sarebbe stata la tragedia della seconda guerra mondiale, iniziarono a farsi avanti dei piccoli partiti che tentavano di risolvere i problemi proponendosi come una buona opzione politica. Fra questi, in Italia, si rifaceva un gruppo di giovani facenti parte dell´Ordine Nuovo che in seguito diedero vita al Partito comunista. Fra i fondatori di questo gruppo era possibile distinguere Palmiro Togliatti e Antonio Gramsci, amici dal tempo degli studi sostenuti all´università di Torino, che si divideranno per le loro divergenze politiche.

A questa amicizia é dedicato proprio il libro di Angelo Rossi 'Gramsci da eretico a icona, storia di un cazzotto nell´occhio´ presentato martedí quattro maggio presso l´auditorium della Magna Capitana. Oltre l´autore sono intervenuti il docente di storia moderna dell´università di Foggia, Saverio Russo e il professor Biagio di Giovanni, docente di storia delle dottrine politiche (in foto da sinistra Angelo Rossi, Saverio Russo e Biagio de Giovanni durante la presentazione di martedí).

Un testo ben scritto e di facile comprensibilità che si sofferma sull´eresia di Antonio Gramsci di abiurare quelle idee che erano alla base del Partito comunista. Oltre a narrare una vera e propria vicenda storica sulla base delle testimonianze epistolari dei due compagni, Rossi utilizza come filo conduttore del suo racconto un vero e proprio giallo politico come é stato definito dal professor Russo, che vede il suo incipit storico nel lontano 1926 da una lettera che Gramsci scrisse al Comitato centrale del partito russo e che Togliatti consideró inopportuna, tanto da non farla giungere a destinazione e della cui esistenza si venne a conoscenza solo 40 anni dopo. Il titolo del testo fa riferimento a due tappe fondamentali e consequenziali del pensiero di Antonio Gramsci.

Per quanto concerne la sua eresia é un riferimento all´abiuro delle sue idee politiche circa il modello sovietico e sullo stalinismo e quindi del fallimento della rivoluzione d´Ottobre che non avrebbe mai potuto sostenere il confronto con l´americanismo che avanzava con il suo fordismo. L´idea di combattere i capisaldi del Capitale e la voglia di un cambiamento 'dove gli uomini diventino padroni del proprio destino´ sanciscono l´ereticità del politico, ma anche il cazzotto nell´occhio al suo partito, come rievoca il titolo del libro di Rossi. Idee eretiche e poco coerenti soprattutto per il vice segretario dell´Internazionale comunista, Palmiro Togliatti, che era molto legato al gruppo che andava creandosi intorno alla figura di Stalin e certo del fatto che la rivoluzione del 1917 fosse soltanto l´inizio di un cambiamento che presto avrebbe raggiunto dimensioni mondiali.

'A questa storia politica', ha ricordato Rossi in conclusione del dibattito 'dovremmo riflettere un pó tutti su come queste grandi forze di un tempo ora siano scomparse e come chi vi ha fatto parte, ora ne rinneghi persino la sua antica partecipazione'.
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05/06/2010 9.04.36
salve, é da un paio di giorni che commento gli articoli di intereresse,un pó tutti sinceramente, qui sul vostro forum e credo sia un ottimo modo per mantenere viva la comunicazione tra il lettore e noi giornalisti o comunque addetti della carta stampata. Un semplice e chiaro per farsí che ognuno,liberamente, esprima le sue idee,opinioni in merito,confrontandosi.
Un buon lavoro che,a quanto pare, il gruppo di redazione fa quotidianamente nel sottoporre gli eventi di maggior interesse. Grazie ancora.
scritto da: marco2009
14/05/2010 21.00.30
Intervengo nella discussione senza entrare nel merito; intendo solo ribadire che le valutazioni dei nostri lettori, positive o negative che siano, sono per noi una ricchezza. Costituiscono la parte evidente e pubblica di un feedback che é elemento costitutivo ed essenziale della comunicazione. Quindi nessuno di noi dice o pensa 'se non vi piace un articolo, se non vi piace il giornale non lo leggete'. Sono personalmente grato a chiunque spende un po´ del suo tempo e della sua attenzione per il nostro prodotto, anche solo per far rilevare ció che a suo giudizio non va. La critica non é un intralcio o un inconveniente dell´attività giornalistica: é la sua essenza. Non foss´altro che perchè al giornalismo appartiene inevitabilmente una certa dose d´approssimazione e di fallacia, e in trent´anni e passa di professione non ho mai nè scritto nè letto un articolo che non fosse in qualche punto migliorabile. Noi continueremo a cercare di fare del nostro meglio e fare tesoro delle osservazioni dei nostri lettori. Grazie a tutti.
scritto da: direttore
14/05/2010 20.36.18
A me personalmente l´articolo é piaciuto. Ho seguito la conferenza con interesse, non mi é apparsa noiosa (come qualcuno ha commentato) . Mi sono anche un po´ emozionato nel rivedere il prof. Angelo Rossi il mio professore di filosofia del liceo , non lo vedevo da molti anni ed ho trovato molto interessanti le sue argomentazioni, mi é sembrato di tornare indietro di trenta anni ed assistere ancora ad una delle sue lezioni. L´articolo l´ho trovato ben scritto , una cronaca abbastanza fedele di quanto é stato. Non condivido i commenti di alcuni 'critici dell´editoria' attenti al taglio giornalistico piuttosto che al contenuto (cosa che piú interessa al lettore). Senza parlare poi dei vari puristi della lingua italiana che commentano quello che é o come dovrebbe essere, piú attenti al piacere di piacersi mentre scrivono e poco dotati dell´essenza prima di chi scrive , vale a dire la chiarezza! Un complimento ancora alla testata , piacevole e ben fatta come poche , ogni venerdí non manca mai tra i miei quotidiani. Nicola Scopece.
scritto da: nscopece
14/05/2010 9.02.01
Piú che altro manca il 'taglio giornalistico'... Vedo che non sono il solo a notarlo. Certo si potrà dire: se non ti piace (l´articolo, ma anche il giornale) non leggerlo! E´ che si ha l´impressione che il giornale stia 'perdendo' in qualità. E se cosí fosse sarebbe un peccato.
scritto da: IL FAGIANO
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