Foggia <  Foggia - Settimanale di informazione e affari

Forse non hai il flash player aggiornato. Premi qui.

Homepage HOME ARCHIVIO | FORUM | REDAZIONE | DISTRIBUZIONE | CONTATTACI
 IN QUESTO NUMERO
in città
in scena
in futuro
in campo
 
a tu per tu
 
di ciascuno
di alcuni
di uno

Forse non hai il flash player aggiornato. Premi qui.

Forse non hai il flash player aggiornato. Premi qui.

Forse non hai il flash player aggiornato. Premi qui.

Fg&Fg n.364.Le Nove Muse Discuti Le canzoni di un tempo dagli 'Stracquachiazze´ (2) Stampa Le canzoni di un tempo dagli 'Stracquachiazze´ Invia Le canzoni di un tempo dagli 'Stracquachiazze´ ad un amico

Le canzoni di un tempo dagli 'Stracquachiazze´
Cultura e tradizione in vernacolo. Gli anziani ricordano il passato, i giovani si divertono

(di Redazione )
di Anna Rita Ardito


Terraneola, termine latino, tratto da una favola di Fedro: si intende un uccello che i contadini chiamano terragnola. Post crassi, latino, significa dopodomani. Ú calucce, dal greco kalos e dal quale deriva il nome di persona Calogero (buona vecchiaia), vuol dire augurio, rappresentava per la nostra tradizione, un piccolo commerciante. Non é una lezione di classico o di linguistica, ma i termini citati appartengono tutti al vernacolo foggiano.

Ce lo spiegano gli Stracquachiazze: Giorgio Carbonaro, Oreste Delle Donne e Davide Suriano (in foto da sinistra Oreste Delle Donne, Giorgio Carbonaro e Davide Sauriano). Piú che di dialetto, si parla di vernacolo foggiano, una variante della lingua latina parlata a Foggia a partire dalla fondazione della città, risalente al secolo XI, fino ad oggi. 'È una lingua morta  -  constata Giorgio Carbonaro  -  perchè non consente l´evoluzione, ma ha le radici in lingue colte, la maggior parte neolatine: francese, spagnolo, tedesco, albanese. Sfumature fonetiche rintracciabili  -  precisa  -  nei vari quartieri foggiani a seconda della provenienza degli abitanti'.

Si sono ritrovati dopo trent´anni: Giorgio contribuisce con il repertorio di storielle, canzoni e detti della nonna, Oreste con le ricostruzioni musicali e Davide, una new entry, travolto dall´entusiasmo dei primi due, con la sua voce a rendere piú incisiva e vivace la rappresentazione. L´obiettivo é quello di proporre, in vernacolo, usi, costumi e tradizioni poichè in essi si riflette la storia della città, del popolo foggiano ma, soprattutto, la sua identità. Cavallo di battaglia: ´U Stepone, concepito da Giorgio Carbonaro, spettacolo che comprendeva musiche e canzoni di Matteo Salvatore, rappresentato alla fine del 1974, riproposto con successo, per il Teatro del Fuoco, per la Croce Rossa, al Piccolo Teatro, al Teatro dei Limoni. La compagnia ha deciso di non fare teatro quest´anno ma di dedicarsi alle canzoni. Il repertorio comprende una trentina di brani, una parte di Matteo Salvatore, canzoni napoletane e inediti dello stesso Giorgio Carbonaro; in piú, un settore dedicato alla sfruttamento dei lavoratori dei campi da parte dei latifondisti.

'Fino agli anni ´50  -  racconta Carbonaro  -  le famiglie borghesi avevano quasi vergogna di parlare la loro lingua e vietavano addirittura ai bambini di usare il cosiddetto dialetto. Oggi, invece, forse qualcosa é cambiato e, si dice, bisogna sapere il vernacolo e non il dialetto'. Giorgio, infatti, ci spiega che il vernacolo é caratterizzato da termini che, non solo, richiamano e derivano dalla cultura classica, ma sono il repertorio degli usi e delle tradizioni di un tempo: la terraneola, di cui abbiamo già citato l´origine latina e fedriana, é la nostra taragnole, un tipo di animale che era solito fare i nidi nei solchi creati dal passaggio dei carretti sulla melma e ricercati dal cacciatore dai pede acciacca vicille. 'All´integrazione e all´evoluzione sociale  -  precisa Giorgio  -  non é seguita, purtroppo, l´accortezza nel riconoscere al vernacolo la sua giusta dignità linguistica'.

I progetti per il futuro sono uno spettacolo di beneficenza alla Casa Circondariale e l´uscita, a breve, del secondo libro di Giorgio, poesie e racconti, rigorosamente in vernacolo, che rispecchiano, in parte, ció che il trio porta in scena e in parte un impegno verso il sociale. 'Sono storielle  -  ci spiega l´autore  -  messe in versi. Non sono le poesie di un poeta, ma di un osservatore delle cose: le trovo per strada, appese alla zoca dei panni; da atteggiamenti, figure, tiro fuori il raccontino e per renderlo frizzante lo metto in versi'.

Una vena polemica si avverte quando, rivolgendosi alle autorità chiede 'di essere piú attenti alla realtà cittadina, di curare gli artisti locali e tutto ció che ancora é possibile salvare di questa nostra tradizione che non ha da invidiare niente a nessuno'.
  Discuti Le canzoni di un tempo dagli 'Stracquachiazze´ (2) Stampa Le canzoni di un tempo dagli 'Stracquachiazze´ Invia Le canzoni di un tempo dagli 'Stracquachiazze´ ad un amico

commenta l'articolo
10/06/2010 1.41.21
Ecco.
scritto da: formitrol
09/06/2010 22.26.49
Ciao Giorgio, ciao Oreste. E´ bello rivedervi!
Ciro.
scritto da: ilfilosofo
discussione completa
Discuti Le canzoni di un tempo dagli 'Stracquachiazze´
 Area Utenti
  Iscriviti a Fg&Fg
   user
  
   pass
  
   

Forse non hai il flash player aggiornato. Premi qui.

Forse non hai il flash player aggiornato. Premi qui.

Forse non hai il flash player aggiornato. Premi qui.

Forse non hai il flash player aggiornato. Premi qui.

powered by netplanet Autorizzazione del Tribunale di Foggia n. 24/2001.
Home | Archivio | Forum | Redazione | Contattaci