Racconti notturni e musica Libri/ Cinque 'pezzi' ruotano intorno ad un tema
(di Redazione ) a cura di G. Arena
Cinque storie di musica e malintesi, di abbandoni e incontri, di amori e disincanti, cinque 'pezzi' intrisi di una comicità stralunata che quasi impercettibilmente cede il passo a note malinconiche e crepuscolari. Cinque storie e un unico tema, quello che Ishiguro sa raccontare come nessun altro: il buffo spaesamento del vivere. Il 'notturno' in musica é una composizione di carattere lirico e melodico, veicolo di atmosfere sognanti e sentimenti ambivalenti, e in senso ampio ispirata alla notte.
Nei cinque racconti di questa raccolta prevale l'ambientazione notturna delle scene cardine, la qualità onirica e comunque surreale delle vicende e soprattutto quell'alternanza di toni lievi e toni gravi che contraddistingue anche il genere musicale. Una sinestesia quasi perfetta, ma con un'importante eccezione: se il rigore della costruzione di parole in Ishiguro assorbe e maschera le tempeste della vita, é nel rapporto dei protagonisti di Notturni con la musica che il disagio si rivela.
Il crooner del primo racconto, per esempio, uno di quei vecchi cantanti melodici americani ormai fuori moda, ha alle spalle un passato di successi di cui vorrebbe tanto trattenere qualche brandello. La serenata, ovviamente notturna, che dedica alla moglie a bordo di una gondola, sembrerebbe il romantico pegno d'amore di un gentiluomo d'altri tempi ed é invece il primo atto di una cinica operazione di restyling. Come mai, allora, gli occhi gli si riempiono per un momento di lacrime? La commozione, quasi impercettibile, affiora anche sul viso di altri personaggi: il sassofonista jazz di grande talento e scarsa fortuna che, per dare un impulso alla sua carriera, viene convinto dall'ex fidanzata a sottoporsi a un radicale intervento di chirurgia estetica; il chitarrista spiantato che, in attesa di mostrare al mondo la purezza del suo genio, si accontenta di servire ai tavoli di un baruccio di campagna ed é costretto a chiedersi se si tratti davvero di una condizione transitoria; la virtuosa del violoncello che non produce una nota e si affanna a tenere accesa la luce riflessa della sua stima. Lacrime fugaci, imbarazzate, per tutti loro, lacrime fuori posto, che spesso accompagnano la comicità bislacca di Ishiguro proprio là dove raggiunge il suo apice.
Cosí un insegnante di lingue dà fondo al suo ingegno infantile per mascherare un piccolo danno in casa di amici di gioventú, arrivando perfino a inscenare un'improbabile incursione canina. Il tentativo fallisce, naufraga pure il rapporto con gli amici, forse già naufragato da tempo. Ma su una terrazza - di notte - la musica di Sarah Vaughan puó ancora farci ballare e convincerci di essere proprio nel posto giusto.
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