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27/03/2010 0.10.00
Siamo alle solite:il mercato frena (vista la situazione macroeconomica attuale, non puó che essere cosí, e anzi stupirebbe il contrario), gli operatori si chiudono in una stanza - tanto piú stretta quanto piú elevate sono le cariche in gioco - si consultano frenetici con le capogruppo e partoriscono la soluzione. Che, nove volte su dieci, passa per un volantino piú o meno accattivante, sul quale vengono 'strillati´ i sottocosto di rito.Proprio quelli che gli addetti ai lavori odiano. Ma cui, evidentemente, ricorrono. 'Non vedo come il sottocosto possa creare valore, in nessun modo. Il consumatore sa che nessuno vende in perdita´. Parola di John Hatch, capo di Darty Italia. Difficile dargli torto: l´utente (e se ci ricordassimo qualche volta di chiamarlo 'appassionato´, visto che l´acquisto di qualcosa che regala emozioni é un po´ diverso da ció che si compra per mera sussistenza?) non é stupido. Se non gli si ascrive un po´ di sensibilità, almeno si riconosca che é informato. Siamo nell´era di internet, e non é una novità. Esistono i siti Web e i forum di discussione: le notizie girano e vengono commentate. Non sono piú monodirezionali, vengono sezionate, confrontate, confutate. Civiltà dell´informazione? Certo. A volte anche inciviltà, ma - per dirla alla Schumpeter- stavolta l´evoluzione si chiama rivoluzione. Torniamo ai sottocosto: tutti ci pensano, molti li fanno, qualcuno piú degli altri. Chi é piú grande, ad esempio: basta proporre seimila pezzi, rigorosamente contingentati, di un blu ray di penultima generazione a novantanove euro per creare aspettativa. Legittima, ovviamente. Peccato, peró, che la stessa catena, in buona parte dei punti vendita, non incentivasse anche i supporti software ad alta definizione. Anzi, ci é capitato di vedere piú di una colonna di dvd con il prezzo 'strillato´: divide et impera, si diceva tempo fa. Qui si divide e basta, cercando di imperare. Perchè non ha molto senso proporre un lettore che non sappia leggere. O meglio, che non legga ció per cui é stato progettato. In altri settori, il sottocosto si chiama incentivo: cambia il metodo, ma non il risultato. Il mercato viene artefatto, drogato. Galleggia a vista, ma basta una folata di vento un po´ piú decisa del solito per perdere la rotta. E naufragare. Nelle due ruote, lo Stato ha erogato incentivi capaci di mantenere i numeri del mercato stesso, che tuttavia hanno sposato l´acquisto verso prodotti economici, di scarso valore unitario.Il primo prezzo e i sottocosto si chiamano in questo caso scooter da 125 cm cubici. L´aspettativa da prezzo pazzo si coniuga con un aspetto non secondario:l´affollamento sul punto vendita. Cosa puntualmente notata dai nostri lettori: sul Forum di AF Digitale la discusione in materia é stata quanto mai ricca. E c´é da scommettere che proseguirà anche quando questo numero sarà in edicola. Il casus belli, un televisore evidentemente difettoso, porta una serie di considerazioni a pioggia sul comportamento e la preparazione dei commessi, e di chi li gestisce, nella grande distribuzione.C´é chi spiega, chi si indigna, chi non prende posizione e chi lo fa, accoratamente. C´é chi parteggia per la boutique e chi per le grandi catene commerciali, é il sale della discussione. C´é chi nota differenze di prezzo tra diversi punti vendita e chi ammonisce: 'Denunciare é giusto, ma generalizzare no´. Di certo, i nostri onliner non sono sprovveduti. E, come sempre, le loro frasi sono linee guida per quello che saranno i prossimi numeri di AF Digitale: 'Non si puó fare di tutta l´erba un fascio[...]Ci sono anche dei negozietti che vendono ampli su catalogo dicendoti che quello é migliore perchè c´é scritto 200.000Watt o, peggio ancora, perchè costa di piú´. Si scrive uncut e unblased. Ed é meglio cosí. Perchè si tratta di qualcosa che viene dalla pancia e dal cuore. Ovvero, lo stesso che serve - oltre agli occhi e alle orecchie- per emozionarsi durante un ascolto o una visione. Nel nostro campo, i sottocosto non consumano benzina e non risolvono problemi di mobilità urbana: sono oggetti, non sogni (per quanto piccoli o grandi possano essere). Proprio per questo, rapportandoli al sistema-mercato, non lo aiutamo a maturare. Non lo valorizzano. Lo tengono a galla, e basta. Ed é per questo che 'non si punta alla professionalità, e a formare esperti con i quali chi comincia potrebbe imparare il mestiere´. Quello di chi parla con l´appassionato, lo indirizza, lo coccola. E non si limita solamente a spedirlo alla prima cassa a disposizione. Anche se per quella cassa transita la sopravvivenza - ma non il futuro- di un intero settore.
Guido Sintoni Alta Fedeltà Nov.- Dic. 07 o 09
scritto da: Sotto sotto...sottocosto |