| |
23/05/2010 12.04.00
E´ teso José. Oltre il suo classico self-control da strizza cervelli pro 'legge Basaglia´. Forse Mario (in panchina insieme a Materazzi, probabilmente anche due bandiere agli antipodi, della prossima Inter) non lo sa, ma già dal primo fallo importante di Chivu proprio dinnanzi i suoi occhi ad inizio gara , fa cenno quasi sfacciatamente all´arbitro Webb, di no che non é fallo. E´ bravo José, in quello che ormai al 99,9% sarà il suo nuovo stadio con il Real Madrid, a far diventare per una serata quella piú importante della stagione per i nerazzurri (come fosse il Capitano Uncino con la benda sull´occhio), galacticos i suoi calciatori. Corsaro senza essere bounty killer assieme al suo gruppo ed al suo staff, già carico semmai dei tesori del 2^ scudetto consecutivo e di una Coppa Italia (accumulati nell´ultimo quinquennio sulla cinquina dei tricolori cuciti altrettanto consecutivamente grazie soprattutto agli sforzi e alla passione del figlioccio Massimo, erede a piú che legittimo\i Titolo\i della grande tradizione morattiana dell´Inter che é ormai, analogamente, di diritto ed a pieni voti nella favola della storia del calcio italiano presente). La tripleta suona bene ancora una volta, oltremodo, in quel Santiago Bernabéu una volta roccaforte del sentimento castigliano doc e del Franchismo, e che proprio nel 1982 regaló per la terza volta agli azzurri di Bearzót il titolo di Campioni del Mondo grazie alla mitico 3-2 con cui l´Italia Batté la Germania. Quindi é ancora bravo José (con il freno a mano nell´anima ed un occhio costretto a fiutare con l´istinto dei cani da tartufo le sorti ed i movimenti della partita) a tener se stesso (ed il suo gruppo) fermamente concentrato prima e durante l´intera gara, cosí come doveva essere nonostante i divorzi a mezzo stampa che erano (a piú riprese) trapelati piú o meno in maniera poco indiscreta prima della settimana decisiva del top-match dell´anno (a cui come ovvio molti sperano che non venga impedito bruscamente il prosieguo sportivo e di elíte nel gota del calcio mondiale che conta a partire ovviamente dalla coppa intercontinentale). Ma tra giri di valzer piú o meno veritieri ed utili di panchine, di umori e caratteri, di business esasperato, e di quant´altro che (non) possa comunque che far intravedere un inversione di tendenza convergente un pianeta calcio che sembra risentire piú che mai degli scossoni e delle turbolenze della crisi economica e di sviluppo mondiale, é pure lecito dare a José sino alla fine quello che é di José e che - come dice lui- ha meritato sul campo (senza quindi alcun disavanzo d´affettività verso chicchessia). Vige infatti anche tra i piú scettici degli ambienti pallonari all´italiana, la consueta manfrina, che tanto se non ci fosse stato Mourinho con la sua insolita perspicacia di affrontare preventivamente all´attacco le partite, grazie ad un uso quasi sfrenato e 'solidale´ da rapper incazzato (con tutto e tutti) della comunicazione mediatica, il calcio (e non solo in Italia) sarebbe stata ben altra misera e livellata cosa. La sua immagine dunque, non puó che (piú realisticamente parlando) far diventar oro anche ció che non lo é. Ne sarebbe convinto, screzi a parte con il portoghese, anche Ranieri (per la rincorsa monumentale e fallita a pochi minuti dalla fine della sua Roma), e sicuramente da par suo anche Ancellotti (vedendo nell´insieme del doppio match con il Barca in semifinale i nerazzurri in evidente debito d´affanno soprattutto al ritorno e con qualche plateale rigore non concesso ai blaugrana). Soprattutto perchè il suo Messi, cioé Milito, che segna la doppietta letale ( 35´pt e 25´st) al Bayern M. allenato dal suo maestro Van Gal, José l´aveva in casa. Altro che Ibra ed Etó come coppia stellare. Gli avesse avuti entrambi, forse paradossalmente avrebbe fatto giocare Balotelli (come avrebbe auspicato lo stesso Moratti nel prepartita della finalissima). Della serie: il Secondo rispetto al primo; 'se non siamo stati dei «comprimari» stasera lo devi anche all´efficace e mai utilitaristica gestione societaria dell´Inter´. Il primo rispetto al Secondo: ringrazia abbraccia scoppia in lacrime e se ne resta a Madrid senza M.B. e Sneijder. filippo mucciarone
scritto da: Josč Mourinho (Specialone) |