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  08/03/2010 23.32.00
Ucciso a pugni da rom minorenni

L´Aquila - Due condanne a 8 anni di carecere. Questa la sentenza del tribunale per i minorenni dell´Aquila per i due ragazzi di etnia rom accusati di omicidio preterintenzionale per la morte di Antonio De Meo, studente universitario di 23 anni di Castel di Lama, ucciso a pugni la notte del 10 agosto 2009 a Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo) dopo una lite nata per futili motivi. I due ragazzi sono stati giudicati con il rito abbreviato.

Un terzo rom non imputabile De Meo quella notte fu colpito da tre ragazzi, senza che lui, come riferito da alcuni testimoni, avesse la possibilità di reagire. Morí per una vasta emorragia cerebrale e per fratture alle ossa del volto causate dai pugni.Il terzo rom coinvolto non é imputabile in quanto minore di 14 anni. Davanti al giudice sono comparsi invece E.G., 15 anni, di Alba Adriatica, e M.S., 17 anni, di Falconara. I familiari dello studente universitario, che a Villa Rosa stava lavorando in un albergo, erano presenti al processo, ma non potranno costituirsi parte civile perché cosí prevede la legge in caso di processi a carico di minorenni.

Le condanne Il tribunale per i minorenni ha condannato il 15enne E.G. alla pena di 8 anni, un mese e 15 giorni di carcere, e il 17enne M.S. a quella di 8 anni e un mese con l´accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi, ricettazione e incendio. Il pm, al termine della requisitoria, aveva chiesto la pena di 8 anni. All´inizio dell´udienza i due imputati sono stati interrogati dal pubblico ministero. Successivamente i difensori hanno chiesto la messa alla prova che, come sottolineato dall´avvocato della famiglia De Meo, Mauro Gionni, avrebbe permesso ai giovani di evitare il carcere. L´istanza é stata rigettata e alla fine, il tribunale, dopo aver concesso il rito abbreviato, ha condannato i due giovani. I due minorenni condannati rimarranno per il momento in un istituto della provincia di Roma, dove sono attualmente in custodia cautelare. Durante l´udienza sarebbero stati confermati i fatti emersi dalle indagini secondo cui, dopo aver colpito una prima volta la vittima, i due ragazzi si sarebbero allontanati, ma sarebbero poi tornati indietro per colpire di nuovo il malcapitato, che poi é morto.

No alla messa in prova La famiglia De Meo si é opposta con forza alla possibilità che ai due imputati possa essere concessa la messa in prova, che verrà invece chiesta dai loro legali. Con questo provvedimento il processo viene sospeso e il minore viene affidato ai servizi minorili dell´amministrazione della giustizia che, anche in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali, svolgono nei suoi confronti attività di osservazione, sostegno e controllo. L´obiettivo é il recupero del minorenne che ha infranto la legge. La messa in prova puó durare fino a 3 anni. In caso di esito positivo della prova, il giudice dichiara estinto il reato e il minore imputato viene prosciolto; l´esito negativo comporta invece la prosecuzione del procedimento.
scritto da: Ucciso a pugni da rom minorenni
  08/03/2010 17.16.00
FOGGIA, pieni di debiti,alto rischio fallimento,chi a causato tutto questo????quale sono i debiti di questa citta'???il nostro attuale sindaco spero che non faccia la comparsa come il precedente,FOGGIA a bisogno di altro,se ci sono montagne di debiti(causati da chi ?)se non avete la forza di andare avanti ,portate foggia in mano al commissariamento, almeno siamo certi che nessuno piu RUBA sulla nostra pelle ,sulla citta'di foggia!!! la politica ,e altro ,trovare fondi ,progetti,idee,e non arte di RISCALDARE POLTRONE
scritto da: vogliamo la verita
  08/03/2010 16.18.00
ANTONIO VIGILANTE, le idee ,le soluzioni devono trovarle i nostri POLITICI(altrimenti che sono a fare la') la palestra gioventu italiana ????ci sono bassi....demoliti e rifatti NUOVI....mentre in alcune vie chi aveva AMICI al comune si e fatto un bel palazzo di 3 piani piu terrazzo (di ottima qualita'anche di materiali)la cosa grave e che si regna nella confusione!!! non c e un disegno ,nei quartieri settecenteschi ,cosa si vuole fare???? il comune di foggia(cioe i cittadini)paga affitti alle famiglie poveri per farle vivere in GROTTE piene di umidita'....non sarebbe piu economico FARE CASE POPOLARI con tutti quei soldi gettati?????chi ci guadagna in tutto questo sono i titolari di BASSI e GROTTE !!!
scritto da: residente
  08/03/2010 11.33.00
Una bara al centro di uno slargo non é mai un progresso. E´ una di quelle cose che sono state imposte dall´alto da una amministrazione post-fascista. Si tratta del periodo delle fioriere-abbeveratoi, dei fasci in piazza Italia, delle sostituzioni edilizie selvagge, della Federico II, delle consulenze al verde pubblico pagate 240 milioni all´anno... l´origine dello sfascio attuale.
scritto da: carl
  08/03/2010 9.43.00
Ho seguito un po´ la consultazione di cui parli. La mia impressione é che sia stata un´operazione poco efficace, e non per malafede o assenza di buona volontà, ma perchè manca la cultura della progettazione condivisa dal basso. Non basta una festa con i palloncini (proprio nella piazzetta della 'bara', che é stata ripulita per l´occasione, ma dal giorno dopo é tornata ad essere una discarica a cielo aperto), non basta una riunione in circoscrizione, non bastano nemmeno i questionari. Occorre un lavoro molto piú lungo e capillare, un confronto pubblico costante, non occasionale nè strumentale, sul significato dello spazio pubblico. La vicenda della pinacoteca ha dato un segnale estremamente negativo. La struttura che c´era prima, il mercato, apparteneva profondamente al quartiere, era un luogo estremamente vivo - ed aveva, vorrei dire, un valore artistico infinitamente piú grande della pseudo-pinacoteca del cazzo che ha preso il suo posto. Il mercato é´ stato sottratto al quartiere per farne qualcosa che non dà nulla nè al quartiere nè alla città. E´ qualcosa di piú di una occasione sprecata. E´ il segno di una politica dello spreco - spreco di denaro, spreco di strutture, spreco di progettualità.
scritto da: antoniovigilante
  08/03/2010 8.45.00
come non convenire sul fatto che prendere a martellate un´opera pubblica, calata o condivisa, sia segna d´inciviltà. Ma il fenomeno é diffuso su tutto il territorio cittadino. Ricorderai la scritta sull´appena restaaurata 'Porta Grande'. Certo, lí, nel quartiere, per la bara, la cosa é piú visibile, cosí come l´accumularsi di immondizie, ma non solo lí. Queste cose peró ho notato che capitano piú in quei posti, dove alla presenza della 'inciviltà' corripsonde la grande assenza del 'pubblico'. Se un po´ di assistenti sociali invece di starsene seduti in circoscrizione si facessero qualche giretto, se un po´ di vigili urbani, visto che ancora non possiamo fare a meno di persone in divisa, stessero in zona, non per punire, ma per dare rudimenti di educazione civica.
La cosultazione c´é stata, ricorderai l´ass. Salatto, i bambini, i palloncini, proprio lí alla bara, l´ass. Gaas che ha fatto tanto movimento con la distribuzione e raccolta di fogli-intervista alla gente.
Poi c´é stata anche un´apposita assemblea alla circoscriz.: filmato, illustraz. del progetto, dibattito, ecc., come sempre avviene
scritto da: dosenegal
  08/03/2010 6.53.00
Sí, dosenegal, mi riferisco alla 'bara'. Che rappresenta comunque un enorme progresso rispetto a quello che c´era prima. Un segnale di riqualificazione minimo, cui non ha fatto seguito niente, come dici: ma é significativo comunque che sia stato fatto a pezzi. La pinacoteca non é stata presa a martellate prchè non appartiene al quartiere. E´ un corpo estraneo, un oggetto non identificato, che la gente scansa come si scansa un oggetto pericoloso.
La mia posizione é questa: non si riqualifica un quartiere dall´alto, ma sono discutendo con la gente del quartiere. Discutere con la gente vuol dire anche capire perchè le opere pubbliche vengono prese a martellate. E costuire cose che non verranno prese a martellate, perchè condivise. Ció non toglie che sia un grave segno di inciviltà prendere a martellate un´opera pubblica, anche se calata dall´alto.
scritto da: antoniovigilante
  07/03/2010 21.08.00
se non ricordo male, antoniovigliante ha sempre guardato in meniera critica la sorte di quel quartiere e di quello colegato (ottocentesco) preoccupato della situazione generale. Questa volta non riesco a capire, sicuramente si riferisce alla c.d 'bara' (area verde), sicuramente un segnale della civica amm.ne a cui non ha fatto seguito niente, anzi a distanza di tanto tempo un altro, la Pinacoteca 9cento, nello stesso quartiere, che sicuramente non é stata presa a martellate dalla gente del posto, perché ancora dolente di un ulteriore 'schiaffo'
scritto da: dosenegal
 
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